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> Food Books (22)

Antonio Vacca, De bello cibico. Plectica

15/02/2004

pp. 57, 5 euro

č il sottotitolo pessimistico di Antonio Vacca, medico nutrizionista, uomo di cultura e gourmet giramondo tenacemente attaccato alla sua terra, la Campania. Il volumetto, da spizzicare pių che da divorare voracemente, č un racconto a volte di stampo proustiano sui sapori, gli odori, i luoghi comuni, legati al cibo e alla frequentazione onnivora tanto di paesini sperduti nel Cilento quanto di capitali europee. Da anni Antonio pensa che la battaglia per la difesa della biodiversitā sia ormai perduta e che tutto questo rincorrere marchi dop, doc, igt, igp  altro non sia se non moda urbana o colpo di coda di resistenza alla globalizzazione del gusto. Per questo il rifugio del medico č il passato, fatto di odori, amare scoperte, dolci sorprese, qui piacevolmente riportate con una scrittura densa e scorrevole che rivela un estro discorsivo oltre che didattico da esercitare e sviluppare. Radicato nel territorio dove vive, la provincia di Salerno, Vacca č convinto che proprio questa zona č uno degli ultimi fortini della dieta meridionale, come lui ha ribattezzato la dieta mediterranea qui scoperta e rilanciata dal professore americano Ancel Kyes: . Il fastidio dell'autore verso la diffusione bulimica di cibo in tv e sui giornali ha in sottofondo la considerazione che proprio questa moda dilagante altro non sia se non la sottolineatura di una sconfitta epocale, la sconfitta gastrosofica appunto. Si parla tanto di cose ormai uscite dalla consuetudine quotidiana. Gli stessi chef ormai si presentano come bravi assemblatori di piatti, ma la cucina vera e propria, quella fatta per esempio di  zuppe a fuoco lento č quasi impossibile da trovare. Anche la cucina si č dovuta adeguare ai tempi della tv e una sfida sul ragų alla trasmissione di Antonella Clerici non sarebbe certo possibile. E a proposito di circo mediatico e chef arrivano le riflessioni sulla fine di Bernard Loiseau:

lucianopignataro.it