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Campoceraso 2001 Taurasi riserva docg

02/06/2008
STRUZZIERO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 15 a 20 euro franco cantina
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Una conferma, se pure ce ne fosse bisogno, del nostro caro Mario Struzziero: chi ama il Taurasi poco spinto, non iperconcentrato, insomma quello che comunemente si definisce di impostazione tradizionale, si può senz'altro sentire appagato da questa proposta che nell'annata 2001 si aggancia idealmente alla grande 1997 e alla 1993 per la sua capacità di regalare robuste sensazioni olfattive, ma soprattutto per la sua vivace freschezza identitaria. A distanza di quasi sette anni, il vino per certi versi si presenta ancora in fase di ricomposizione fra olfatto e palato, ove al naso ci sono dolci sensazioni speziate regalate con discrezione dalla botte grande, ritorna come al solito il tabacco biondo, ma anche chiodi di garofano, sicuramente preponderanti rispetto alla frutta ormai un po' magra eppur presente con rimandi di confettura. A bicchiere aperto, l'odore varia in continuazione riproponendo una visita nel tempo, nei primi Taurasi assaggiati, assolutamente smarcato dalle tendenze attuali che, alleggerendo l'uso del tostato, volgono alla frutta fruttosa fruttata. Particolarmente affascinante è la nota minerale, quasi zolfo o comunque quella che rilascia nell'aria il fiammifero appena usato, un rimando preciso al territorio e che per certi versi, assieme alla nota di tabacco, è sicuramente uno degli elementi per costruire un varietale di territorio, di identificazione, quasi come per il Greco. Ma è in bocca, ancora una volta, che l'Aglianico esprime il meglio di se perché la beva non fa sconti: è irruenta, per certi versi selvaggia nella sua indomita freschezza, assolutamente spiazzante rispetto alle note tranquillizzanti del naso, sovrasta immediatamente quel vago senso di dolcezza fruttata per conquistare, ben posizionandosi in modo autoritario, in tutto il palato dove sosta a lungo, i tannini sono levigati dal tempo ma ben presenti, l'alcol fa il paio con l'acidità regalando quella sensazione calda e familiare. La struttura è comunque di grande espressione e forse meglio di ogni altra cosa esprime l'annata straordinaria, divenuta ormai un classico e non più superata al momento nonostante le buone prospettive della 2004 tutte però in itinere. La verifica, come al solito, è con il cibo, per il 2001 non solo ha retto un piatto di fusilli alla cilentana, ossia con il ragù di castrato, cacioricotta e peperoncino forte di Giovanna di Corbella, ma anche un pecorino crotonese stagionato del caseificio Cimino fattomi scoprire dal grande Roberto Ceraudo. Fra questi due sapori intensi, forti, è stata una battaglia senza esclusione di colpi ma il vino, proprio grazie alle sue qualità portanti, ha ben controbilanciato il formaggio e fatto il proprio lavoro con tignosa precisione, tipo quegli inconti di pugilato che vanno duri sino al quindicesimo round con vittoria incerta ai punti. Riproponendo, nel giorno del mio compleanno immersi fra questi sapori ancestrali del mitico Cilento, l'ovvietà di sempre, di come infatti sia importante l'abbinamento per capire come camminerà il vino e che, soprattutto, come qualsiasi altra cosa, ogni bottiglia è destinata a giocare un ruolo diverso, quale da bere in assoluto, tale in degustazione, altre a tavola ed è questa poliedricità il suo fascino che lo rende un campo sempre appassionante perché ogni episodio ha un suo valore intrinseco e personale pur, ovviamente, nel contesto di alcuni parametri generali validi per tutti. Ma questo Taurasi, ad esempio, ha regalato la doppia emozione di un vissuto antico e del territorio, una premessa per le grandi cose che stanno accadendo in Irpinia e nel resto della Campania dove sono i giovani come Mario a tirare adesso la carretta in un momento sicuramente non facile per la contrazione dei consumi. Dalla loro, questi produttori, hanno un territorio unico e potente, ché pochi vini in Italia possono esprimersi con questa naturalezza i tempi così lunghi. Si berrà, questa 2001, per sempre, sino a che ci sarà.

Sede a Venticano, via Cadorna 214. Tel e fax 0825.965065. www.struzziero.it Enologo: Mario Struzziero, ettari: 14 di proprietà. Bottiglie prodotte: 500.000. Vitigni: aglianico, greco di Tufo, coda di volpe, fiano, falanghina.

lucianopignataro.it