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Exultet 2006 Fiano di Avellino docg

05/04/2008

QUINTODECIMO

Uva: fiano di Avellino
Fascia di prezzo: da 15 a 20 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Quando il professore sale in cattedra non ce n'è per nessuno. Questo Fiano conferma ancora una volta che un vino, come ci ricorda Luigi Moio nel suo catalogo aziendale, nasce dalla anzitutto dalla testa, dal progetto, da una idea di governo del territorio perché la terra senza l'uomo è solo un valore astratto, senza alcun significato. E poi, magnifico, far esordire al Vinitaly un Fiano del 2006 nel cui retroetichetta c'è scritto che va conservato per almeno una decina d'anni: così si fa se si vuole fare buona agricoltura, se si è sicuri delle proprie possibilità. Il problema dell'Italia, dice il professore, è nella mania di inseguire il mercato mentre invece di imporre il proprio stile, produttivo e commerciale, al resto del mondo, proprio come si è fatto in altri campi, a cominciare dall'urbanistica e dalla moda. Se non ci fosse questa mentalità da bottegai non ci sarebbero neanche problemi come quelli di questi giorni relativi alla vicenda di Montalcino. Il Fiano mi ha stordito per la sua eleganza, lo avevo provato ancora in barrique ed ero, vi confesso, un po' preoccupato per la capacità di un'annata non facile per i bianchi di esprimersi ad alto livello con personalità e determinazione. Invece, come al solito, sei, sette mesi di elevamento in vetro hanno fatto nascere il cigno dal brutto anatroccolo, con un legno oggi definito poco invasivo, che regge la sostanza di uno scheletro di acidità imponente e incredibile, capace davvero di tirare dritto alla lunga senza alcun problema. Un Fiano da collezione, insomma, che si può iniziare a godere adesso per i prossimi quattro, cinque anni grazie alla frutta e alla poliedricità olfattiva in continua evoluzione, uno spettro che varia dalle erbe di campo alle spezie, alla frutta bianca spaccata fresca, sino allo zafferano. In bocca, oltre alla struttura e alla freschezza, l'alcol appaga la beva in modo suadente e decisivo con un finale lungo, eterno, capace di portare dalla realtà all'irrealta per citare la definizione del vino di Luigi Veronelli. Un bianco talmente straordinario da essere vino di meditazione, anche se è assolutamente abbinabile, per esempio al risotto con la trippa di baccalà del Desco di Verona, uno dei piatti-capolavoro della cucina italiana in questo momento che ho goduto insieme ai miei amici Silvia, Patrizia e Isao. Credo che questo Fiano rappresente le colonne d'Ercole per Luigi, come per Bruno lo è stato con l'Antece, la voglia di trovare un passo al di fuori delle piste battute dagli altri e creare con il bianco qualcosa di memorabile. Una impresa di cui la Campania ha assoluto e disperato bisogno perché non è possibile essere gione bianchista senza annate da raccontare alle generazioni che verranno dopo di noi..

Sede a Mirabella Eclano, via San leonardo. Tel e fax 0825.449321. www.quintodecimo.it; info@quintodecimo.it. Enologo: Luigi Moio. Ettari, 4. Bottiglie prodotte: 10.000. Vitigni: aglianico.


lucianopignataro.it